Papa Francesco: "Chi sono io per giudicare un gay?" E apre di divorziati risposati

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Ha parlato di tutto, papa Francesco, di ritorno dal Brasile: di scandali vaticani, di omosessualità, di divorziati risposati. L'aereo con a bordo Bergoglio è atterrato all'aeroporto militare di Ciampino intorno alle 11,25. Il Pontefice ha diffuso un nuovo tweet dopo la chiusura della 28ma Giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro: "Sono di ritorno a casa, e vi assicuro che la mia gioia è molto più grande della mia stanchezza".

"Problema sono le lobby non i gay". Durante il volo, Papa Francesco si è intrattenuto per un'ora e mezza con i giornalisti. "Si scrive tanto sulla lobby gay nella Santa Sede, ma ancora non ho una cartella con le identità di chi ne farebbe parte", ha spiegato il Pontefice rispondendo a una domanda su quella che viene considerata una componente impropria ma potente della Curia Romana.

E' noto che lo stesso Francesco ne aveva parlato qualche settimana fa in una conversazione con i superiori religiosi dell'America Latina, dicendo che voleva fare chiarezza e poi "vedere quello che si può fare". Ai giornalisti Bergoglio non ha negato questa possibilità, ma nello stesso tempo ha invitato a guardare la questione sotto un altro profilo, avvertendo implicitamente del rischio dell'omofobia che corrono certi fustigatori dei costumi degli altri: "Il problema è fare lobby di qualsiasi tendenza: lobby politica, lobby massonica, e anche lobby gay".

"Le lobby tutte non sono buone - ha ribadito Bergoglio -. Mentre se uno è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarlo? Non si devono discriminare o emarginare queste persone, lo dice anche il Catechismo. Il problema per la Chiesa non è la tendenza. Sono fratelli. Quando uno si trova perso così va aiutato, e si deve distinguere se è una persona per bene".

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