Anche in Italia è disponibile da ieri un farmaco a base di cannabis

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Anche in Italia è disponibile da ieri un farmaco a base di cannabis. Combatte la spasticità (da moderata a grave) causata dalla sclerosi multipla. Il farmaco, spray, si spruzza in bocca e viene assorbito dalla mucosa: efficace anche per chi ha difficoltà a deglutire. La sclerosi multipla, colpisce nel mondo circa un milione di persone: il sistema immunitario distrugge la guaina che protegge le cellule dei nervi nel cervello e nel midollo spinale.

I cannabinoidi sono usati per le loro virtù terapeutiche da migliaia di anni, anche se solo di recente sono stati studiati scientificamente contro spasmi dolorosi, spasticità, nausea, rigidità muscolare, disfunzioni della vescica, disturbi del sonno. Il prodotto disponibile da ieri in Italia è in vendita da tempo in 21 Paesi del mondo e in sei europei.

In effetti, farmaci sintetizzati in laboratorioa base di cannabis esistono già, maè possibile ottenerli soltanto in ambito sperimentale e sotto stretto controllo. Parte da lontano la storia della pianta da cui si estraggono i cannabinoidi: coltivata in Cina per produrre olio, tessuto e carta (ma anche a scopo terapeutico), aveva dimostrato ottime potenzialità già nell' Antico Egitto, in Grecia e India. Un percorso infinito, visto che il medicinale a base di marijuana è stato un prodotto liberamente in commercio nelle farmacie europee, in oltre 2000 formulazioni, nell' Occidente degli anni Trenta. I vantaggi dei cannabinoidi? Il loro utilizzo in alternativa (o in aggiunta) ad altre sostanze, come oppiacei e barbiturici. Ma, come sottolineano gli esperti, mentre il Delta9tetraidrocannabinolo (Thc) è un cannabinoide psicotropo, (agisce come stimolatore) e, quindi, non sempre vantaggioso a scopo terapeutico, c' è un altro derivato, il cannabidiolo, efficace in vari campi. Quale è la differenza tra THC e cannabinoidi non psicoattivi? «Sono molecole diverse», risponde Vincenzo Di Marzo, dirigente di ricerca all' Istituto di Chimica biomolecolare del Cnr di Pozzuoli, «sia dal punto di vista chimico che farmacologico: il primo attiva i recettori Cb1 (presenti nel cervello) e Cb2, mentre gli altri cannabinoidi da pianta lo fanno molto debolmente o affatto. E, quindi, non sono psicoattivi». La distinzione va fatta anche tra "cannabis terapeutica" e farmaci a base di cannabinoidi. «Per questi ultimi esistono diversi studi clinici controllati», sottolinea lo scienziato, «che ne hanno dimostrato efficacia e tollerabilità. In Usa, Canada o Europa, sono stati approvati il Marinol (dronabinol, anti-emetico utile anche contro la cachessia da cancro o Aids) che, di fatto, è Thc, e il Sativex, miscela in parti uguali di estratti di due varianti distinte di cannabis, una che produce Thc e l' altra che produce il cannabidiolo. Il Sativex, somministrato come spray, è stato sperimentato nella spasticità e sul dolore cronico, e anche in pazienti con patologie tumorali».

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